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Cultura » Sauris tra storia e leggenda

Un po' di storia

Sauris e le sue origini


Secondo le leggende popolari, la comunità di Sauris fu fondata da due soldati tedeschi che si rifugiarono in questa valle isolata ed impervia. Come ogni leggenda, anche questo racconto ha un fondo di verità: i primi abitanti, infatti, giunsero da qualche valle al confine tra la Carinzia ed il Tirolo attorno alla metà del 1200. Per più di sette secoli i loro discendenti vissero in equilibrio con l’ambiente alpino, coltivando le poche specie adatte a queste altitudini e al clima rigido, portando il bestiame nei pascoli d’altura durante i mesi estivi, falciando i prati fino alle cime, traendo dai boschi legname da costruzione e da brucio. Per procurarsi i generi alimentari che non esistevano sul posto (ad esempio il sale) essi ricorrevano al baratto con i paesi vicini. Oggi Sauris ha circa 400 abitanti che, interpretando in chiave moderna alcune delle attività tradizionali (artigianato, produzioni agroalimentari di nicchia) o sviluppando forme di accoglienza turistica a misura d’uomo, continuano a convivere con un ambiente che, dopo secoli, rimane ancora la risorsa più preziosa.


Approfondimenti

La leggenda

I due soldati tedeschi


La leggenda dei due soldati tedeschi che fondarono Sauris assume di volta in volta sfumature diverse a seconda di chi la racconta. Ecco la versione tramandata nel 1882 da Padre Luigi Lucchini: "Un’antica tradizione pretende che primi a stanziare nella valle del Lumiei fossero due soldati tedeschi usciti di non so qual parte della Germania per sottrarsi alla milizia o piuttosto fuggiti dalla milizia stessa, e chiamati poscia cacciatori, perché sulle prime nell’alpestre valle, che servì loro di rifugio, dovettero vivere principalmente di caccia". Qualche tempo più tardi un nipote di Padre Lucchini, Fulgenzio Schneider, aggiungeva: "Narra la tradizione, che i due venuti aveano fatta la prima capanna nel sito Raitern (Sauris di Sotto) e dopo non lunghi anni quando ebbero famiglia, l’uno si sia separato e fattosi la sua abitazione in Richelan (Sauris di Sopra). Non si può conoscere la causa per cui si siano così presto separati, e tanto lontano l’uno dall’altro, in una regione così selvaggia, che abbondavano i boschi popolati di fiere. Fa supporre, che sia stato per il motivo per abbracciare una maggiore estensione, e così meglio facilitare la caccia. In altro modo, fa supporre che si siano separati per divergenze, date le tradizioni antiche, che tra le due frazioni, Sauris di Sotto e Sauris di Sopra non erano mai in buone relazioni e che abbiano avuto il punto di partenza già dai primi fondatori".

Sparvieri ed astori “in contrata de Sauris”

I documenti più antichi


Il primo documento nel quale si nomina Sauris è del 1280: un signorotto locale, Awardo di Socchieve, riconosceva di avere in feudo dalla Chiesa di Aquileia una “aira” di sparvieri ed un’altra di astori “in contrata de Sauris”. Se vi era un’attività di allevamento di questi rapaci, utilizzati nel Medioevo per la caccia, evidentemente esisteva già una comunità. Con un altro documento del 1306 Nicolò, figlio di Adraboreto di Sauris, veniva investito del possesso di un terreno situato “in villa de Plazas, in loco qui dicitur Sauras” (nel villaggio di Plotzn, cioè Sauris di Sopra, nel luogo chiamato Sauras). Altri documenti del ’300 attestano l’esistenza di due paesi, Sauris di Sotto (Dörf) e Sauris di Sopra (Plotzn), con le rispettive chiese di S. Osvaldo e S. Lorenzo. Purtroppo nel 1758 un incendio distrusse la canonica di Sauris di Sopra e i documenti che vi erano custoditi, tra i quali è possibile ci fossero altre testimonianze sulle origini della comunità.


CULTURA E TRADIZIONI

Sauris è uno tra i borghi più affascinanti della Carnia, non solo per il suo paesaggio, circondato da boschi, prati e pascoli verdissimi, ma anche per la sua ricchezza e unicità culturale, tant’è che spesso viene definito “Un’isola tra le montagne”.

Un’isola dal punto di vista linguistico: a Sauris, infatti, si parla ancora oggi una lingua antica e particolarissima, di influenza tedesca. E un’isola anche dal punto di vista culturale, a partire dalle feste tradizionali incentrate su mitici personaggi del passato fino all’architettura del borgo, caratterizzata da case costruite in legno e pietra con una tecnica unica rispetto agli altri paesi della montagna del Friuli Venezia Giulia.

Arte nel borgo

piede

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